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Ho trovato parecchi golfisti alla
ricerca, nel loro movimento, di un arco più ampio e quindi più potente dal
momento che maggiore è il "raggio" con il quale lo swing viene svolto e
maggiore sarà la velocità alla periferia e quindi della testa del bastone.
Tuttavia l'ampiezza del movimento ha
comunque a che vedere con la lunghezza naturale delle leve a disposizione
del giocatore. Intendo ovviamente riferirmi soprattutto alla lunghezza del
braccio sinistro.
Se è vero che per i golfisti che
effettuano un movimento con una scarsa ampiezza avvertire uno stacco "wide
and low", come si è spesso sentito dire nel passato, è positivo, tuttavia la
ricerca esasperata dello spazio tra braccia e corpo nel proprio movimento
comporta delle compensazioni inutili e spesso dannose. |