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Uno degli elementi più importanti per
la performance del vostro putting è colpire la palla esattamente nello sweet
spot, il baricentro della testa del vostro putter.
Non colpire la palla nello sweet spot
equivale infatti a non impartire al vostro putting l'energia desiderata per
ricoprire la distanza necessaria; dal momento poi che la direzione è in
funzione della forza e non il contrario (provate infatti ad effettuare dei
putt con una pendenza sostenuta e noterete che impartendo al colpo una
determinata energia la palla sentirà in un determinato quantitativo
l'effetto della pendenza del terreno, impartendo un'energia minore invece,
la palla risentirà maggiormente dell'effetto della pendenza), è evidente che
il contatto della palla con la faccia del putter è di estrema importanza.
Considerate poi che una palla colpita
verso la punta della vostra faccia del bastone subisce un effetto distorsivo
verso destra proprio perchè lo sweet spot è più arretrato, viceversa una
palla colpita verso il tacco subirà un effetto distorsivo verso sinistra
proprio perchè lo sweet spot è più avanzato.
L'anno che mio fratello Federico giocò
sul Tour, all'Open del Qatar ebbe la fortuna di incontrare niente meno che
il Signor Gary Player il quale, per migliorargli il putting, consigliò a
Chicco di fissare un determinato punto della palla e concentrarsi nel
colpire proprio in quel punto la stessa senza distogliere lo sguardo sino a
che presupponeva che la palla non avesse terminato il suo movimento. Tutto
ciò per migliorare il contatto della palla con la faccia del bastone.
Capite quanto importante è colpire il
proprio putting nello sweet spot? |