Il sito ufficiale di Niccolò e Federico Bisazza

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Sincronizza il tuo swing

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E' con gran piacere che questo mese ospitiamo nel nostro sito il nostro collaboratore e collega Gianluca Pietrobono. Conosciamo Gianluca sin dai tempi in cui giocavamo nelle squadre giovanili che rappresentavano l'Italia all'estero. E' ancora un ottimo giocatore nonché validissimo maestro presso il Golf Club Marco Simone. Per chi fosse interessato, è possibile visitare il suo sito web all'indirizzo www.glgolf.it.

 

Grazie Niccolò e Federico il piacere di scrivere nel vostro sito è tutto mio. 

Nel corso della recente Golf Clinic che ho svolto ad Agadir con i fratelli Bisazza abbiamo incontrato un'ottima giocatrice del Golf Club Modena, Cecilia.

Desidero precisare sin da subito che quanto descrivo in questo consiglio vale soprattutto per i buoni giocatori che sono spesso afflitti dal gancio, hook, proprio perchè la testa del bastone ha una maggior torsione sull'asse dello shaft rispetto ai giocatori di seconda o terza categoria.

Cecilia, che è un'ottima giocatrice, partiva dall'apice della salita in modo eccessivamente veloce con i fianchi che giravano appoggiandosi verso il bersaglio. Con questa azione, purtroppo il suo gomito destro rimaneva dietro all'anca destra, o, più facilmente, al corpo, proprio come è possibile notare nella foto qui di seguito riportata.

 

 

Così facendo, al momento dell'impatto, tra il bastone e la palla c'è di mezzo il corpo che deve fermarsi per far passare avanti la testa del bastone stesso. Fermando il corpo la propria azione verso il bersaglio, le mani, spesso e volentieri, entrano in gioco comportando una riduzione delle probabilità di ripetitività nei colpi dal momento che la torsione della testa del bastone è maggiore.

Solitamente i bravi giocatori hanno già una buona velocità al momento dell'impatto, ciò che chiedono, nella maggior parte dei casi, è proprio la ripetitività che, nel caso illustrato, si poteva raggiungere riducendo al minimo l'azione delle mani nell'area del contatto della faccia del bastone con la palla.

Per fare tutto ciò è necessario sincronizzare lo swing, ovverosia iniziare l'azione rototraslatoria dei fianchi verso il bersaglio facendo anche scendere le braccia davanti al corpo.

L'esercizio che ho suggerito a Cecilia l'ho visto praticare nello European Tour dallo svedese Gabriel Hjersted nel corso dell'Austrian Open del 1995. Ricordo che lo svedese ha nel suo palmarès due vittorie nello US PGA Tour.

Ho proposto a Cecilia di inserire dove passava la sua cintura lo shaft del suo pitching wedge nel modo che è possibile notare qui di seguito.

 

 

Successivamente le ho chiesto di tirare qualche colpo con il ferro 7. Logicamente i primi colpi sono stati giocati a velocità ridotta in modo da prendere confidenza con il nuovo esercizio. Dopo un pò di pratica però, Cecilia ha iniziato ad avvertire la sensazione di impattare con le braccia di fronte al corpo e quindi con le mani molto più passive di quanto avvertiva in precedenza. I colpi erano decisamente più dritti e la fiducia con il suo swing è decisamente salita.

 

 

Osservate infatti la differenza tra questa foto e la prima sopra riportata: lo swing è decisamente più sincronizzato!

Se vi ritrovate nella situazione appena descritta, provate anche voi l'esercizio che vi ho riportato, è utile: qualche volta lo pratico ancora!

 

edito da Gianluca Pietrobono ©