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Tutti i miei allievi ben sanno
quanto considero importante il putting, così fondamentale da poter
attribuire ad esso i miei successi e, purtroppo qualche volta, le mie
sconfitte. Puttare bene è davvero importante, ed è proprio per ciò che
dedico all'allenamento di questo colpo quasi più della metà del mio
allenamento complessivo.
Quando sono via dal Circolo dove
normalmente mi alleno, anche per giocare un Torneo... non ho a
disposizione molto spazio da poter portare con me gli aggeggi
disponibili comunemente nel mercato per migliorare il proprio swing o,
più semplicemente, il proprio putting.
E' proprio per questo motivo che
eseguo di frequente l'esercizio che vi sto per descrivere. Ricerco
infatti una superficie del putting green dove il terreno sia abbastanza
in piano, senza pendenze. Posiziono così nel terreno due shaft paralleli
tra loro ed in linea con la buca.
E' mio dovere tuttavia precisarvi
che utilizzo questo esercizio per i putt ad una distanza non superiore
ai tre metri dalla buca: quelli più cruciali, importanti. Questo
accorgimento lo devo anche al fatto che all'aumentare della distanza,
dovrò necessariamente aumentare il movimento: maggiore è lo swing e meno
a lungo la linea di tiro si muoverà la traiettoria del mio putter che
seguirà un andamento che mi piace definire "ellissoidale".
Proprio perchè il fulcro della mia
azione motoria non si trova sopra alla palla ma è leggermente in
posizione più arretrata rispetto alla stessa, più lungo è lo swing che
il mio putter dovrà compiere e più lo stesso seguirà una traiettoria
interna - dritta - interna rispetto alla linea di tiro, con la faccia
del bastone che tenderà conseguenzialmente ad aprirsi e successivamente
a chiudersi rispetto alla sua originaria posizione. Vi ribadisco
tuttavia ancora una volta che questo andamento è la naturale conseguenza
della posizione del mio sterno (il fulcro dell'azione motoria) rispetto
alla palla nel set-up. |