Molto di frequente mi sono accordo
che i giocatori tendono a svolgere la loro pratica senza essere
concentrati ad uno specifico bersaglio.
Il Golf è uno sport dove si
effettuano lanci verso un target, sia questo un punto ben preciso in
mezzo al fairway, oppure una parte specifica del green, oppure, perché
no, la buca stessa.
Allenarsi effettuando al campo
pratica dei movimenti senza uno specifico obbiettivo, equivale a cercare
di migliorare soltanto il proprio gesto tecnico senza avere il riscontro
che lo stesso sia effettivamente utile per il gioco.
Sostanzialmente ho sempre cercato
di apportare al mio swing i cambiamenti che fossero effettivamente
necessari allo scopo del gioco che, voglio ricordare, consiste nel "playing
a ball with a club from the teeing ground into the hole by a stroke or
successive strokes in accordance with the rules" (così come riportato
nella Regola 1.1).
Cercare pertanto di migliorare il
proprio sistema senza uno specifico obbiettivo lascia pertanto il tempo
che trova, è un miglioramento fine a sé stesso.
Deviato dai miei studi in economia
e commercio, rapporto un allenamento senza il bersaglio ad un'azienda
che cerca di migliorare il proprio apparato produttivo o distributivo
senza il fine specifico della redditività che ci si attende derivi dal
miglioramento apportato.
Nel lato pratico però vi consiglio
di suddividere la propria pratica, il proprio allenamento, in due fasi:
a) quella meramente tecnica;
b) quella il più simile possibile
al gioco in campo.
Per quanto riguarda il primo dei
due aspetti considerati, la concentrazione che avrete nella seduta di
pratica sarà inevitabilmente rivolta al miglioramento di una fase del
proprio swing, al grip, al set-up.....
Cercate tuttavia anche in questa
fase di effettuare i vostri colpi verso uno specifico bersaglio e, dal
momento che gli swing saranno abbastanza continuativi, cercate di porre,
a metà strada tra la palla ed il vostro stance, un ombrello oppure lo
shaft di un vostro bastone così da essere sicuri di essere sempre
allineati al luogo verso il quale desiderate lanciare le vostre palle.
Nella foto qui a lato Massimo
Scarpa utilizza l'ombrello proprio per il fine che vi ho appena
descritto. Molti Tournament Player adottano questo sistema di
allenamento quando la loro sessione di pratica è meramente tecnica.
Provateci anche voi!

Vi raccomando tuttavia di dedicare
una parte della vostra sessione di pratica alla seconda delle due fasi
sopra delineate, quella nella quale l'allenamento diventa il più simile
possibile al gioco in campo.
Togliete le facilitazioni ottiche
quali l'ombrello che adotta Massimo o lo shaft del vostro bastone.
Ricordo che tempo addietro io e
mio fratello Federico andavamo spesso al campo pratica ed effettuavamo
questa semplice competizione. Immaginavamo nel campo pratica una porta
da calcio con una determinata larghezza (ridotta per i ferri corti ed un
attimo più allargata per i colpi più lunghi): si tratta in altre parole
di visualizzare una porta delimitata ad esempio da due alberi
nell'orizzonte, due indicatori delle distanze.... utilizzate la vostra
fantasia.
Scegliete tra le vostre palle,
dieci che siano pronte per la sfida ed iniziate i vostri swing cercando
di centrare il più possibile la porta che avete immaginato.
Vi accorgerete che al primo
tentativo la percentuale dei vostri colpi nella porta sarà ridotta, i
vostri "gol" saranno pochi; più effettuate questo gioco però e più
aumenteranno i colpi al bersaglio, è inevitabile. Ciò lo si deve anche
al fatto che, oserei dire, la vostra pratica sarà diventata più attenta
ed indirizzata ad uno specifico bersaglio.
Provate questo genere di
"Calcio-Golf", fate anche la pre-shot routine se ritenete che vi possa
dare una mano per l'esecuzione del vostro colpo: infatti, più renderete
il vostro allenamento simile all'effettivo gioco sul percorso e più la
pratica potrà dirsi efficace.
Sul campo ve ne accorgerete.
Provateci e tenete sempre a mente quanti "gol" fate con un ferro e
quanti con un altro, non può che giovare al vostro gioco.
Buon allenamento!
edito da Niccolò Bisazza ©