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L'approccio alto
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In questi due mesi vedremo due colpi
fondamentali per riuscire a fare risultato anche quando lo swing non è al
meglio e ci si richiede di recuperare attraverso l'abilità del proprio gioco
corto.
Gli approcci, come vi suggerisce la
vostra stessa naturalezza istintiva, possono essere eseguiti con due diverse
traiettorie: quella alta e quella bassa. Si faccia tuttavia attenzione che
non intendiamo riferirci agli estremi noti con i termini di lob o
pitching-run ma bensì a semplici approcci che vanno eseguiti da una distanza
minima di 20 metri sino ad una massima di 50 metri dalla buca. Questi stessi
possono essere giocati con una traiettoria alta oppure una bassa a seconda
delle circostanze e dell'utilità pratica che l'esperienza vi
farà capire. Lasciamo a voi pertanto la scelta sull'uno o sull'altro colpo:
in questa sede analizzeremo l'approccio alto, mentre il mese successivo,
quello con la traiettoria bassa.
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Set-up |
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La posizione del corpo di fronte alla
palla è decisamente uno dei fondamentali imprescindibili nel gioco del Golf
e niente di più vero si può ripetere nel gioco corto.
Come potete notare dalla posizione del
mio corpo, per eseguire questo genere di colpo prima di tutto allontano lo
sterno (noto anche come "swing center") dalla palla e pertanto assumo una posizione molto seduta sulle mie
gambe. Adotto questo genere di set-up per favorire l'apertura del mio
sand-wedge, basilare per ottenere una traiettoria alta, e così pure avere un
angolo di discesa della testa del bastone verso la palla e rispetto al
terreno, molto piatto. Le
linee del corpo sono leggermente aperte e la mia colonna vertebrale e
leggermente inclinata verso il lato destro del corpo in modo da riuscire a
star dietro alla palla durante l'intero svolgimento del movimento, così da
essere ancora più sicuro di ottenere quanto desidero. |
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Backswing |
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Visto che il colpo che devo eseguire è
corto, anche il movimento del mio sistema è ridotto e pertanto le mie spalle
affettuano una piccola azione rotatoria attraverso una stabile base di
appoggio. Per quanto mi riguarda comunque, alla rotazione delle spalle
attribuisco poca importanza ed invece cerco di mantenere il più a lungo
possibile il bastone nella linea di tiro con la faccia aperta così come lo
era in partenza. Ho alzato leggermente il mio braccio sinistro e così pure
ho provveduto a flettere i miei polsi in modo da consentire un loro veloce
scaricamento all'impatto con la palla e favorire un'azione con la faccia del
bastone sempre aperta, requisito che ritengo basilare per eseguire questo
colpo. |
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Finish |
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All'impatto con la palla, voglio
essere sicuro di avere la faccia del bastone aperta e, pertanto, cerco di
eseguire un follow-trough mantenendo il più a lungo possibile la stessa
nella linea del bersaglio. Il mio finsih rispecchia la posizione che aveva
il corpo al set-up e pertanto la schiena è ancora leggermente inclinata
verso il lato destro anche se ho cercato di passare il peso sul lato
sinistro attraverso l'azione della parte bassa del mio sistema. Tutto ciò,
come già descritto, per restare dietro alla palla durante l'azione che segue
l'impatto con la stessa e favorire maggiormente la traiettoria alta
del mio approccio. Le mani sono finite in una posizione alta se consideriamo la limitatezza
della distanza che dovevo ricoprire. |
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Due ultime racomandazioni mi sembrano
doverose: visto che si tratta di un colpo la cui distanza è ridotta, cerco
di eseguire l'intera azione con estrema delicatezza e fluidità in modo da
ottenere un volo di palla lento e pertanto un immediato stop della stessa al
suo impatto nelle vincinanze della buca. Infine gioco questo particolare
tipo di colpo proprio quando le circostanze non permettono alternative,
altrimenti mi affido a quello più semplice che vi descriverò il mese
successivo. |
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edito da Federico
Bisazza © |
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