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Troppo spesso si sente dire a golfisti che
non hanno un buon putting: "gioco male il putt perché non ho feeling,
sensazione". Quasi chsia e aver sensazione un dono divino riservato a
pochi eletti e fortunati: secondo tale teoria, la maggior parte dei golfisti
è condannata a sopportare una vita di infernale rapporto con il
proprio putting. Qualcuno ricorre anche a riti magici, amuleti, gesti di
superstizione... |
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Il putting costituisce invece un settore ben
importante del gioco del Golf che potremmo pertanto suddividere in gioco
lungo, gioco corto (dai 100 metri fino alla buca) e putting appunto. Ognuno
di questi settori merita un'accurata pratica e se è piacevole scagliare la
palla con un driver a 250 metri ed oltre, deve essere altrettanto piacevole
dedicare qualche ora del proprio allenamento a questo settore del gioco che,
se analizzate il vostro punteggio, ricopre quasi la metà dei colpi
complessivamente giocati. |
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Il putting ha infine una meccanica ben
precisa ed è su questa che deve essere costruito il proprio feeling, la
propria sensazione ottenuta dopo un paziente allenamento sul putting green
del vostro campo. |
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Ciò che innanzitutto fa differire il putting
da tutti gli altri colpi è la ridotta velocità che presenta la testa del
bastone al momento dell'impatto con la palla. |
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Questa importante considerazione fa sì che la
prima variabile che influisce in modo determinante sul vostro putting è: |
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1. La posizione della faccia del bastone |
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E' fondamentale che l'impatto con la palla
avvenga con la faccia del bastone square (dritta): se infatti colpite i
vostri ferri 7 con una corretta traiettoria ma con la faccia del bastone
aperta, il volo che avrà la vostra palla sarà uno slice (la palla partirà
dritta e girerà più o meno a destra rispetto alla sua direzione iniziale).
Nel putting questo non succede: un putt tirato con la faccia del bastone
aperta fa partire clamorosamente la vostra palla a destra del target. |
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Per avere le migliori chances di colpire con la
faccia del bastone square si adotta un grip completamente diverso
da quello adottato negli altri colpi da Golf: l'impugnatura nel putt deve
essere nei palmi di entrambe le mani: l'impugnatura del vostro
putt deve passare sulle linee della vita di entrambe le mani. Così facendo,
un cambio di pressione avrà la minima influenza sulla posizione della faccia
del vostro putt: impugnando, infatti, il putter con il normale grip adottato
per tirare un ferro 7 e modificando la pressione esercitata dalle vostre
mani, noterete che la faccia del bastone si aprirà e si chiuderà in modo
clamoroso. |
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Inutile ricordarvi infine che la posizione
della faccia del bastone è importante anche nella fase di allineamento del
colpo al bersaglio: troppo spesso si notano compensazioni dovute da un
cattivo allineamento del putter - mirando a sinistra rispetto al target si
tenderà a spingere il putt verso destra e viceversa. |
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2. Il punto di contatto |
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Troppo spesso si sente dire che la distanza
ricoperta dal putting è o troppo lunga o troppo corta rispetto alla buca,
ciò capita perchè il contatto con la palla non avviene nel punto in cui è
concentrato l'equilibrio del peso del vostro putter, nel punto in cui il
putter esercita la miglior potenza in termini di risultato. Questo punto
(detto sweet spot) si determina facilmente battendo con una monetina la
faccia del vostro putter: colpendo, infatti, il vostro putter dove è situato
lo sweet spot, la testa non subisce distorsioni in alcun verso. Viceversa se
provate a colpire nel modo descritto, il putter nella punta, il bastone
subisce un effetto distorsivo verso destra (all'opposto se la colpite nel
tacco). |
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Va con sè, che una palla colpita fuori dallo
sweet spot riceve meno spinta da quella esercitata da giocatore e se è
sbagliato colpire la palla nella punta/tacco del vostro putter, altrettanto
sbagliato è colpire la palla sotto il "punto dolce" (si da il caso che
colpire la palla sopra lo sweet spot sia alquanto difficile in quanto assai
di rado capita di imbattersi in giocatori che eseguono il loro putting con
una tariettoria discendente e tale da consentire il contatto descritto). |
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E' estremamente importante colpire la palla
nello sweet spot e per fare ciò il movimento da fare con il putting è quello
del pendolo: un pendolo,infatti, si alza immediatamente dal
punto in cui parte per poi rialzarsi dopo essere tornato al punto di
origine. |
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Per ottenere la traiettoria descritta, è
necessario che in posizione di partenza l'occhio sinistro sia
esattamente sopra la palla, il vostro corpo sia allineato parallelamente a
sinistra della linea di tiro, la palla sia posizionata nella proiezione al
terreno dell'attaccatura del braccio sinistro al tronco ed il peso sia
equamente distribuito nelle piante dei piedi stessi.
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Il movimento ottimale che abbiamo detto è
quello del pendolo ed è ottenuto attraverso la combinazione
dell'oscillazione delle spalle (nel movimento indietro la spalla
sinistra si abbassa e la destra si alza e viceversa nel movimento in avanti)
accompagnata da entrambe le braccia. Noterete che il vostro
putter non si muoverà sempre sulla linea di tiro ma farà una traiettoria
leggermente "interno dritto interno", aprendosi leggermente nel
movimento indistro e chiudendosi leggermente nel movimento in avanti. |


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Un'ultima considerazione ci pare importante: |
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3. Ritmo |
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Il ritmo è la cadenza con cui viene eseguito un
determinato gesto: a volte è necessaria una cadenza sostenuta (in termini
musicali si può fare il paragone con il rock&roll), altre moderata (si pensi
ad una sinfonia di musica classica). Più che in termini musicali preferiamo
riferirci al secondo che ogni orologio batte continuamente: anche il secondo
ha una sua propria cadenza che è appunto quella del secondo (scusate il giro
di parole). Ciò che è importante è che il ritmo in esecuzione sia sempre lo
stesso e non ci siano sbalzi per passare da un "valzer" nel movimento
indietro ad un "rock&roll" nel movimento in avanti. Provate a sentire il tic
tac dei secondi dentro di voi quando eseguite il vostro putting ed iniziate
il movimento al tic per colpire la palla al tac successivo: un ottimo
ausilio è praticare il putting con un metronomo posizionato a 60. |
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Il segreto per diventare dei bravi puttatori
inoltre, non è un segreto! Ben Crenshaw, Severiano Ballesteros, Brad Faxon,
Jack Nicklaus etc. sono diventati ottimi puttatori con tanto ed
assiduo allenamento. Pratica, pratica e pratica sul putting green. |
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Edito da Niccolò Bisazza
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