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Di sovente
mi succede
di
incontrare
giocatori
che pur
trascorrendo
parecchio
tempo ad
allenarsi
per
migliorare
il proprio
gioco, i
loro
risultati
non
progrediscono:
la causa
di ciò la
si deve al
fatto che
l'allenamento
non è
funzionale
allo score
ma fine a
sé stesso.
E così si
passano
ore e ore
al driving
range
colpendo
migliaia
di palline
e, se si
potesse,
anche di
più, nella
credenza
che più
pratico
più
miglioro,
più palle
tiro e
meglio si
ripete il
mio
swing...
Nulla di
più
errato.
E' chiaro
che in
quest'ambito
non
intendo
sminuire
l'importanza
della
pratica o
dell'allenamento
in senso
lato, ciò
che
tuttavia
vi intendo
trasmettere
è che
l'importante
non è
la
quantità
del vostro
lavoro ma
la qualità
che sarà
in grado
di
apportare
dei
miglioramenti
ai vostri
risultati.
Affinché
l'allenamento
sia
funzionale
al proprio
gioco e
quindi al
vostro
risultato
è
indispensabile
renderlo
il più
possibile
simile al
gioco sul
percorso
ed è in
questo
senso che
il
consiglio
di questo
mese è il
Par 2!
Tutti
sappiamo
quanto
importante
è il gioco
corto
(quello
che, per
semplicità,
di svolge
dai 50
metri che
precedono
la buca)
nell'economia
del
proprio
score e
tutti
conosciamo
che la
difficoltà
maggiore
di questo
settore
del gioco
è sentire
l'energia
che è
necessario
erogare
alla palla
per
coprire
una
determinata
distanza:
volgarmente
si
considera
tutto ciò
con il
termine
"sensibilità".
Nei miei
passati
anni
quando mi
avvicinavo
al campo
approcci,
avevo
sempre la
mia borsa
delle
palle
personali,
tutte
lavate ed
abbastanza
nuove,
aprivo la
stessa e
svuotavo
il
contenuto
sul
terreno in
un punto
che andava
dai 30 ai
50
metri dalla
buca;
trascorrevo
infine
interi
pomeriggi
per
migliorare
sia la
tecnica di
esecuzione
sia la mia
sensibilità
colpendo
palle su
palle
sempre da
un unico
punto ad
un unico
bersaglio.
Con
l'andare
del tempo
mi sono
accorto
che tale
pratica
aveva ben
poca
efficacia
in quanto
non era
simile al
gioco sul
percorso.
A quanti è
infatti
capitato
che su 50
palline da
45 metri
alla buca,
con le
prime tre
(si fa per
dire un
numero a
caso) non
si ricopre
la
distanza
desiderata
ed una
volta
capito
quanta
energia
trasmettere
alla palla
per
coprire la
distanza
dei voluta,
tutte le
successive
palle
vengono
eseguite
piuttosto
bene? Era
proprio
quello che
succedeva
anche a
me: i
primi
colpi di
allenamento
non erano
un gran
che e
catturata
la giusta
sensibilità,
il resto
della
pratica
era
altamente
gratificante
in quanto
tutte le
mie palle
andavano
perfettamente
alla mia
distanza
desiderata.
In
campo
tuttavia
c'è una
palla ed
un solo
colpo a
disposizione
e nel caso
di errore
non si può
certo
ripetere
l'esecuzione
cancellando
il colpo
precedente.
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