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Golf Statistics

 

Qualcuno mi ha chiesto: "Niccolò, qual è l'allenamento migliore o che si dovrebbe seguire per migliorare la propria performance?".

E' chiaro e del tutto evidente che il miglior allenamento possibile è quello che riesce a far migliorare i punti deboli, i talloni d'Achille del proprio gioco: si entra ovviamente nella sfera personale, individuale del gioco, infatti mentre per qualcuno potrebbe essere utile trascorrere delle ore al campo pratica per migliorare i propri tee shots, per qualcun'altro potrebbe invece essere di gran lunga necessario trascorrere delle sane ore di allenamento sul bunker oppure, perchè no, sul putting green. Dipende da quali sono i nostri punti deboli.

E' evidente che occorre conoscere a fondo il proprio gioco e soprattutto ammettere onestamente quali sono i settori del gioco che richiedono una buona pratica.

Per verificare nella realtà operativa quali sono i nostri talloni d'Achille vi propongo questo semplice metodo applicabile a tutti i livelli di gioco, dal Professionista al Dilettante con 36 colpi di handicap.

Alla fine dei vostri giri sul percorso, siano questi di 9 o di 18 buche, concedetevi di perdere qualche minuto e compilare la tabella che vi riporto qui sotto:

 

Buca 1 2 3 Totale
Par del campo 4 3 5  
Risultato del nostro ipotetico giocatore con 36 di handicap 6 8 4 18
Fairways in regulation 1 al par 3 non conta perchè l'obbiettivo è raggiungere il green al primo colpo 0 1 su 2
Green in regulation 1 0 1 2 su 3
Up and Down   0   0 su 1
Putt 2 2 1 5

 

La tabella appena riportata necessita di qualche spiegazione:

a) ho preso ad esempio un ipotetico giocatore che ha 36 colpi di handicap, ma è ovvio che lo schema si può ben applicare anche al giocatore Professionista senza il vantaggio di gioco,

b) per quanto riguarda la riga "Fairways in regulation", si intende che dovrete riportare se avete preso il fairway con il vostro colpo dall'area di partenza o meno. Se l'avete preso riportate un 1, altrimenti un bello 0. Nota: alla buca par 3 la cella relativa non viene presa in considerazione dal momento che lo scopo in  questo genere di buche è raggiungere direttamente il green con il primo colpo. Come conseguenza nel totale della riga riporterete quanti fairways avete preso con i vostri tee shots sul totale delle buche par 4 e par 5 (nel caso considerato i fairways in regulation sono stati 1 su 2 buche ovvero il 50%);

c) nella riga "green in regulation", riportate se avete preso o meno il green della buca con i colpi regolamentari: è logico che per il nostro giocatore che ha 36 di handicap e quindi con due colpi di vantaggio a buca, i green sono presi nei colpi regolamentari quando si giunge nell'area considerata in:

- 4 colpi ad un par 4;

- 3 colpi ad un par 3;

- 5 colpi ad un par 5.

Arrivato infatti con il numero dei colpi appena delineati ed aggiungendo due ulteriori colpi con il putt per terminare la buca, il giocatore segnerà sul suo score tre bei doppi bogeys (ovvero un 6 al par 4, un 5 al par 3 ed un 7 al par 5) che gli consentiranno di ottenere due punti stableford per buca, o, in altre parole, tre par al netto del suo vantaggio di gioco.

Per un giocatore scratch (con hcp 0) invece raggiungere il green nei colpi regolamentari significa arrivare in:

-1 colpo ai par 3;

- in 2 colpi ai par 4;

- in 3 colpi ai par 5.

Qualora invece il giocatore abbia 18 colpi di vantaggio raggiungere il green nei colpi regolamentari significa arrivare in:

- 2 colpi ai par 3;

- in 3 colpi ai par 4;

- in 4 colpi ai par 5.

d) nella riga "Up and Down" segnerete invece con 1 la relativa cella se da 50 metri dalla buca avete fatto un approccio (o uscita dal bunker) ed un putt, con 0 se non siete riusciti nell'intento descritto;

e) nella casella "putt" segnerete ovviamente il numero dei putt giocati.

 

Alla fine tirate le somme ed avete dei dati utili per impostare produttivamente le vostre sessioni di pratica. L'ipotetico giocatore considerato infatti, avrebbe sicuramente necessità di curare il gioco corto (in altre parole gli approcci e le uscite dal bunker) dal momento che l'8 segnato alla buca 2 è, con buona probabilità, dovuto a delle lacune in quel particolare settore del gioco, nonché trascorrere qualche oretta al campo pratica per migliorare i colpi al green. 

Nell'esempio che vi ho riportato ho considerato solo tre buche e, per la legge dei grandi numeri, più saranno le buche che esaminerete nella vostra statistica e più veritieri saranno i risultati della stessa: 9 o 18 buche sono comunque un numero sufficiente di valutazione.

Unica avvertenza che ritengo doverosa nell'applicare le statistiche appena riportate è di non influenzare il vostro gioco in funzione delle stesse ma compilarle a giochi fatti e con l'unico scopo di rendere il più utile e funzionale possibile il vostro allenamento.

edito da Niccolò Bisazza ©