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Nel corso della mia prima apparizione con la
Squadra Nazionale Italiana Boys, avvenuta nel lontano 1984 al RGC of St.
George in Inghilterra, ebbi come allenatore della Squadra uno dei migliori
professionisti italiani, Franco Rosi, ancora in attività presso il Golf Club
dell'Ugolino di Firenze.
Il buon Francone (così è chiamato dagli amici)
mi parlò da subito dell'importanza di eseguire un'azione sì corretta dal
punto di vista meccanico ma anche priva di tensioni muscolari inutili e
dannose per la ripetitività del gesto.
Si tratta di un aspetto poco considerato dalla
maggior parte dei giocatori che ho incontrato, quasi che parlarne sia futile
e privo di senso logico.
Invece è proprio attraverso la rilassatezza
dei muscoli nel corso dell'intero swing che è possibile ottenere quel
tocco di palla che si può ascoltare con il proprio udito quando ad eseguire
il movimento è uno degli ormai tanti campioni in circolazione sui main Tour
di tutto il mondo. Chiamatela pure fluidità, sta di fatto che in
quest'ottica è molto più semplice eseguire una corretta azione senza
considerare che maggiori sono anche le probabilità di ripeterla più a lungo
e senza avvertire particolari traumi muscolari di cui sovente si sente
parlare. |