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Di recente al Circolo Golf Venezia si
è svolto il 2nd Italian Senior Open a cui ho avuto il piacere di assistere.
Inutile dirvi quanto bene organizzato è stato l'evento e quanto migliorato,
rispetto all'edizione dell'anno precedente, sia stato il livello del gioco
espresso dal lotto dei partecipanti in corsa per il titolo.
Tra i concorrenti c'era un giocatore
già noto ai littorali veneziani per il suo caratteristico e decisamente
personale swing: l'Irlandese Eamon Darcy, giunto secondo dopo il play off
disputato con il vincitore Watine.
Prsonalemente considero il movimento
di Eamon estremamente curioso ed utile per poter imparare qualcosa anche da
questo sistema che i più considerano non ortodosso. Mi aspettavo infatti che
gli spettatori venissero da me per farmi notare le peculiarità motorie
dell'irlandese che non vengono normalmente insegnate nel corso dell'attività
didattica: così è successo.
Pure attraverso uno swing così
particolare possiamo imparare qualcosa di utile per il nostro gioco.
Innanzitutto dobbiamo considerare che
non è corretto parlare di swing bello o brutto sotto il profilo estetico, è
di gran lunga più giusto argomentare di swing buono o swing non buono,
ovvero di uno swing che produce risultati e swing che non li produce. In
altre parole uno swing può essere considerato "produttivo" se, attraverso la
sua azione, il giocatore ottiene dei colpi che vanno al bersaglio. E' questo
il metro di valutazione che deve spingere ogni giocatore alla valutazione di
un'azione motoria altrimenti rischiamo di fare delle mere constatazioni
accademiche fini a sè stesse.
Ma passiamo ora ad analizzare questo
"bizzarro" swing. |