Il Chipping è normalmente utilizzato quando la palla
giace fuori dal green anche se nelle vicinanze dello stesso ed in
alternativa al Putting.
Può infatti capitare che quando la palla si trova nella
parte che precede il green, la superficie del terreno rende rischioso
l'utilizzo del proprio putt dal momento che non è possibile prevedere
bene come effettivamente rotolerà la palla stessa. Attraverso il
Chipping potrete evitare che le irregolarità dell'avant green
influiscano in modo inaspettato sul risultato del vostro colpo.
Nel Chipping l'obbiettivo è infatti far cadere la palla
nel green per farla successivamente rotolare verso la buca.
La scelta del bastone ovviamente varierà in funzione di:
a) la distanza che è necessario superare per far
atterrare la palla nel green;
b) la distanza dalla buca.
Le foto qui di seguito riportate vi danno un pratico esempio
di quanto appena descritto.

Nella foto in alto devo ricoprire 1 metro per far
atterrare la mia palla sul green e successivamente 5 metri per
raggiungere la buca: ho selezionato un sand wedge (56°).
Nella foto successiva, invece, devo far volare la mia palla
per 3 metri al fine di farla atterrare nella superficie del green e poi
ho ancora 20 metri per raggiungere con il rotolio la buca: ho selezionato
un ferro 8.
E' ovvio che le situazioni che si possono presentare sono
le più disparate possibili ma il principio che seguo è quanto descritto
sopra.
Ma qual è la tecnica adottata per l'esecuzione del colpo
che vi sto descrivendo questo mese?
Trattandosi di un colpo corto ovviamente lo stance sarà
ridotto ed aperto in modo da favorire una miglior azione del corpo verso il
bersaglio. La palla viene posizionata in modo più arretrato rispetto al
corpo, meglio se considerate ciò rispetto allo sterno che rappresenta
sempre il fulcro di tutto il vostro gioco. Le mani sono sopra la palla o
addirittura leggermente più a sinistra della stessa proprio come vi
mostro qui di seguito. Il mio peso corporeo è prevalentemente sopra
il mio lato sinistro.

Il movimento che eseguirò sarà fatto sempre
attraverso la connessione tra braccia corpo. Così facendo logicamente la
testa del mio bastone seguirà un andamento basso interno e,
successivamente, il più possibile lungo la linea del bersaglio.
Si tratta, come già delineato di un piccolo colpo,
pertanto non ci sono spostamenti del peso corporeo e, ciò che ritengo
ancora più importante, le mie mani restano sempre davanti alla testa del
bastone anche dopo che questa ha impattato la palla, proprio come vi
illustro qui di seguito.

Buon Golf!
edito da Niccolò Bisazza ©