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different grips
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Nel maggio del 2004 vi ho
descritto come prendere bene la mano sinistra, mettendovi in
evidenza l'importanza di giocare con un'impugnatura perfetta.
La nostra Scuola di Golf da
parecchia importanza al grip proprio perchè sappiamo che lo stesso,
insieme al set-up ed all'address, è, di sovente, la causa della maggior
parte degli errori che si commettono durante lo svolgimento dello swing.
E' doveroso tuttavia portare
alla vostra attenzione che il grip può essere modificato in funzione del
tipo di colpo che dobbiamo eseguire: esiste, infatti, un grip per tirare
forte, un grip per tirare piano ed un grip per il putt. |
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Come vi dimostra la fotografia del
Grip di Francesco Molinari qui a lato riportata, per lanciare la palla
lontano si adotta un grip forte.
Innanzitutto il grip si considera
forte o debole non in funzione della quantità di pressione esercitata ma
in relazione all'azione che lo stesso consente di far svolgere alla
faccia del bastone al momento dell'impatto; più precisamente un grip è
forte allorquando consente alla faccia del bastone di avere una maggior
azione in fase di chiusura, rispetto alla norma, nel momento della
verità, quello dell'impatto.
Un grip del genere presenta
comunemente più di due nocche nella mano sinistra.
Ovviamente la stessa mano è
posizionata sull'impugnatura tra la base del palmo (sotto il cuscinetto
formato dall'eminenza ipotema) e le dita in quanto un grip nel palmo
fondamentalmente non è un grip da Golf.
Ho tuttavia parlato soltanto della
mano sinistra, in quanto la mano destra ha sempre il palmo rivolto al
bersaglio, è posizionata nell'impugnatura nelle prime falangi del dito
medio e dell'anulare, ha l'incavo formato tra il pollice ed il palmo che
si posiziona sopra il pollice della mano sinistra e forma una specie di
grilletto tra il primo ed il secondo dito per meglio sostenere il
bastone durante tutto lo swing.
Queste sono le caratteristiche
principali che deve avere un grip forte indipendentemente se adottate un
Vardon Grip o Overlap (quello nel quale il mignolo della mano sinistra
si sovrappone all'indice della destra), un Interlock (quello nel quale
il mignolo della mano sinistra si incastra con l'indice della destra)
oppure un Baseball Grip o Grip a dieci dita o, per i più esperti, il Saint Andrews Grip (quello nel quale tutte le dita di entrambe le mani sono
posizionate sull'impugnatura). |
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Il grip forte che vi ho appena
descritto può no essere il più adatto quando dobbiamo
effettuare distanze ridotte. Come vi ho scritto all'inizio, c'è infatti un grip per
tirare piano.
Rispettando sempre i canoni di un
grip da Golf, è possibile infatti far svolgere una minor azione della
faccia del bastone al momento dell'impatto con la palla o, meglio
un'azione in fase di apertura della stessa.
In tutto il gioco corto è
riconosciuto che la faccia del bastone aperta consente di avere migliori
risultati.
Per far ciò, come vi mostro qui a
lato, ho posizionato la mia mano sinistra con il dorso che
mira parallelamente alla linea di tiro e l'indice della destra che punta
al mio collo. Questo grip è comunemente noto con il nome di
"Finesse Grip".
Posizionando nel modo appena
descritto le mie mani ridurrò la pericolosa azione della faccia del
bastone in fase di chiusura al momento dell'impatto
e, con la pratica, potrò realizzare i miei approcci con la stessa che tende ad aprirsi progressivamente in modo da ottenere un
volo di palla lento e controllato.
Per fermare presto e subito la
palla una volta che la stessa ha toccato la superficie del green quale
miglior grip potete adottare? Provateci durante le vostre sessioni di
pratica nella short game area, noterete di sicuro un cambiamento nel
vostro sistema di approcciare. |
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Vi avevo scritto che esiste
un ulteriore grip, quello del Putt.
E' infatti riconosciuto che quando effettuate i vostri putts la velocità
che presenta la testa del bastone al momento dell'impatto è molto
ridotta, quasi prossima allo zero in certe circostanze.
Con una tale caratteristica diventa fondamentale la posizione che
presenta la faccia del vostro putter al momento dell'impatto con la
palla. Non mi riferisco ovviamente alla mira che inizialmente avete
preso per effettuare il vostro putt ma piuttosto alla capacità che avete
di riportare la faccia del bastone square all'impatto con la palla. E'
infatti intuitivo, nonché facilmente dimostrabile, che, con velocità
ridotte, se colpite la palla con la faccia del bastone aperta o chiusa
rispetto alla sua originaria posizione la palla inizia da subito il suo cammino
nel verso nel quale è inclinata la faccia del vostro putter.
Ed è proprio per avere maggiori probabilità di colpire con la faccia del
bastone square che cambia il grip nel putting: le mani, infatti, sono
posizionate in entrambi i palmi sull'impugnatura, più precisamente tra
gli incavi formati dal pollice ed i palmi e le rispettive linee della
vita, proprio come vi faccio vedere qui a lato. Notate inoltre come
lo shaft del mio putter sia il prolungamento del mio avambraccio
così da evitare al massimo una qualsiasi rovinosa azione delle mani e
dei polsi.
Dopo aver impugnato il vostro putter nel modo che vi ho appena descritto
provate ad esercitare più o meno pressione nell'impugnatura ed
osserverete come la faccia del bastone non cambierà minimamente
posizione rispetto all'origine. |
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Sono bene a conoscenza che
quanto vi ho descritto questo mese non è di facile applicazione e
richiede esercizio per familiarizzarsi con i tipi di impugnatura che vi
ho delineato, ma sono altrettanto bene a conoscenza che se è difficile
effettuare tutta la serie dei gesti motori necessari per uno swing
efficace, di minor complessità è la vostra impugnatura visto che si
tratta di uno dei fondamentali statici, quelli che devono avvenire prima
di iniziare il movimento vero e proprio. Il segreto sta nella
continua pratica che vi consentirà di prendere le necessarie e corrette
abitudini. Il grip è davvero
fondamentale, prestateci attenzione nelle vostre prossime sessioni di
allenamento. |
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edito da
Niccolò Bisazza © |
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